08/02/14
09/01/14
Trekking letterario “Natura e poesia nel cuore dei monti Sicani”
Trekking Letterario
Natura e Poesia nel Cuore dei Monti
Sicani
Venerdì 24/01/2014
Appuntamento alle ore 10:00 presso la Villa Comunale
di Bivona. Si arriverà con le nostre auto fino alla Contrada Paratore dove ci
fermeremo a riempire le nostre borracce nell'abbeveratoio in cui scorre l'acqua
che sgorga dalla sorgente. Proseguiremo a piedi e lungo il percorso
incontreremo gli "Spiriti del Bosco" che declameranno le prose e i
versi che i più grandi autori della letteratura mondiale hanno dedicato alla
natura: da Omero sino alla Pioggia nel Pineto di G.D'Annunzio.
A fine percorso avremo la possibilità di degustare
prodotti tipici locali a Km 0.
Info
sul Trekking:
Difficoltà Facile; Durata 3 ore ca. (escluse eventuali soste) Lunghezza Complessiva 3
Km.
Cosa
Portare:
Abbigliamento adeguato e scarpe comode, macchina
fotografica, borraccia per l'acqua, bacchette da Trekking (se sono disponibili)
N.B: Lungo il percorso sarebbe opportuno spegnere il cellulare per mantenere
un'atmosfera naturale. Il cellulare dell'Associazione sarà a vostra
disposizione in caso di bisogno.
L'evento è replicabile su richiesta e particolarmente
indicato per le scuole Medie e Secondarie Superiori.
Costi:
5 € comprensivo di Degustazione.
Come
Aderire:
Contattare L'Associazione Turistica Vivi Vivona ai
seguenti numeri:
Carmelo 3271672821 Giuseppe 3295810583 Nina 3207612131.
Come
Arrivare:
Da Palermo direzione Agrigento,
uscire a Lercara Friddi direzione Santo Stefano Quisquina
Da Messina-Catania seguendo le indicazioni
per Caltanissetta proseguire per Cammarata-Santo Stefano Quisquina
Da Siracusa direzione
Gela-Agrigento-Raffadali-Cianciana
Da Trapani direzione Sciacca-Ribera
Autolinee:
Palermo-Bivona Prestìa&Comandè 091.586351
Agrigento-Bivona Camilleri&Argento
0922.472798 0922.39084
Sciacca-Palermo Prestìa&Comandè 091.586351.
Facebook: vivivivona.turismo
29/12/13
Ritrovamento di una tela a Bivona del 500 opera di Mastro Venetiano Sergenti
Bivona - Nella Chiesa
dell'Annunziata o del Carmine, è avvenuta una scoperta di grande importanza sia
sul livello storico che su quello artistico. Un ragazzo di Bivona, Vincenzo
Guida, si trovava in chiesa e nella cantoria la sua attenzione fu attirata da
un rotolo che all’apparenza sembrava uno dei tanti lenzuoli antichi presenti
nella stanza, srotolandolo però l’occhio cadde subito sulla firma presente alla
sua estremità: si tratta della firma dell'artista "Mastro Venetiano
Sergenti".
Il 28 Dicembre 2013 la tela viene finalmente
presentata alla comunità bivonese. All’evento hanno partecipato esperti d’arte
come Alfonso Leto, professore presso la scuola media di Bivona; Giuseppe Traina,
restauratore; Carmelo Di Lio che ha scritto e presentato in questa occasione il
libro “Bivona terra di origine e crocevia di illustri maestranze”; Ovviamente
non poteva mancare il Parroco della Chiesa Madre, Don Alessando Di Fede Santangelo
e l’Ass. alle attività culturali la Dott. Carmela Grano.
L’esposizione della tela ha coinvolto tutto il paese e non solo:
molta gente è venuta anche da fuori per ammirare la meravigliosa opera del Sergenti.
Mastro Venetiano Sergenti acquistò casa a Bivona, nel quartiere di
S. Agata, di fronte al monastero di San Paolo. Il pittore e scultore nativo di
Rocca de Aspro (ora comune di Roccadespide in prov di Salerno) aveva sposato la
bivonese Crescenzia Cinquemani, che gli premorì dopo avergli dato due figli:
Guglielmo nato nel 1568 e Alessandra nata nel 1570.
Nel 1572 scolpì una statua di Santa Rosalia per la confraternita
omonima di Bivona, ma quella statua si rovinò dopo soli due anni dalla consegna
e la confraternita pagò al Sergenti solo 7 onze delle 11,7 previste. Questi si
impegnò quindi a restaurare la statua entro breve tempo, dando una cauzione
anche a nome della moglie Crescenzia.
Oltre a questa statua Mastro Venetiano Sergenti dipinse per una
chiesa di Bivona, una tela di grandi dimensioni che raffigura la Crocifissione
di Gesù in mezzo ai ladroni e con ai piedi la Veronica. Questa è l’unica opera
conosciuta dell’artista che ha dato spunto allo storico dell’arte Antonio Cuccia per delineare l’ambiente
artistico formativo del Sergenti.
Secondo il Cuccia, Veneziano Sergenti manifesta il suo tributo ai
modelli dell’arte incisoria fiorentina della seconda metà del Quattrocento e
sviluppa nel dipinto elementi della maniera di ispirazione michelangiolesca
elaborati in ambiente romano.
Il Sergenti nell’ottobre del 1573 si trasferì a Palermo, prendendo
in subaffitto per un anno una bottega << in strata Cassari >>. Prima notizia documentata della sua
produzione artistica nella capitale dell’Isola è del 14 novembre 1575, quando
Veneziano Sergenti, ricevette dal notaio Lazaro Peluso onze 2 e tari 12 in
contanti, a nome del magnifico Francesco Maringo per un quadro in olio di San
Sebastiano. Il 24 marzo 1580 ritroviamo il suo nome in un elenco comprendente i
“maestri pingituri… quali hanu sirvitu
per pingiri allo santissimo sepolcro che si ha fatto intra la cappella de
s(an)to Petro de questo sacro regio palazzo…” di Palermo.
Ammalatosi, fece testamento il 15 settembre 1581 e morì pochi
giorni dopo. Nel testamento, Veneziano Sergenti dispose di essere seppellito
nella chiesa maggiore di Palermo, lasciando erede universale il figlio
Guglielmo e la figlia Alessandra con un lascito di 30 onze. Rimase incompleto un
quadro in olio raffigurante Santa Maria delle Grazie e gli era stato
commissionato dai rettori della confraternita di S. Maria dell’Olio di Bivona, segno che l’artista non aveva
interrotto i rapporti con la comunità bivonese.
Concludiamo aggiungendo che il figlio Gugliemo
Sergenti, divenuto maggiorenne, definì la contabilità con lo zio materno tutore
e seguì le orme del padre come pittore. Nel ventennio successivo abbiamo
notizie di suoi lavori al Alcamo, Chiusa, Corleone, nel trapanese e a Tusa.
25/12/13
BIVONA TERRA DI ORIGINE E CROCEVIA DI ILLUSTRI MAESTRANZE ed ESPOSIZIONE del dipinto "LO SPASIMO" di MASTRO VENETIANO SERGENTI
Una bellissima tela è stata ritrovata all’interno di una
chiesa di Bivona, la tela è datata 1575 ed è stata attribuita all’artista
Mastro Venetiano Sergenti, tempera su lino di Altezza 3.50 x 2.40 cm, “Lo Spasimo”.
È un importante ritrovamento che indica un pezzo di storia
del nostro paese e ci fa scoprire la ricchezza e l’importanza che aveva Bivona città
ducale in quell’epoca.
Giorno 28 Dicembre alle ore 17:00 alla chiesa Madre di
Bivona “Mater Salvatoris” sarà presentato oltre alla meravigliosa tela, il
libro “Bivona terra di origine e
crocevia di illustri maestranze” di Carmelo Di Lio.
24/12/13
Expo " Natale a Bivona tra gusto e Creatività "
Il
22 e 23 Dicembre 2013 si è svolta la prima edizione dell’Expo “ Natale a Bivona tra Gusto e
Creatività” svoltasi all’interno
del Palazzo Marchese Greco (XVIII sec.)
Quest’evento ha dato ai partecipanti la
possibilità di esporre le proprie creazioni. La mostra era divisa in due
settori: al primo piano si trovavano prodotti di artigianato come ceramica
dipinta a mano, lavori all’uncinetto, tovaglie ricamate e tanto altro ancora.
Inoltre vi erano panettoni, dolci artigianali e lo zafferano, interamente
prodotto in Sicilia.
Nel piano terra si è realizzata, invece, una piccola mostra d’arte a cui
hanno partecipato artisti ormai noti a livello regionale. Tra questi ricordiamo
Domenico Cocchiara, Franco Facella, i cui quadri richiamano la vita siciliana,
Cettina Di Noto Marrella, Roberto Speciale e Salvatore Gianlombardo che ha
presentato una mostra fotografica che immortala paesaggi del territorio dei Monti
Sicani.
A conclusione della prima giornata c’è stata la
proiezione di immagini e video dei presepi viventi di Giuliana, Caltabellotta,
Santo Stefano Quisquina e Prizzi e una degustazione di zuppe calde preparate
come una volta, offerte dall’Ass. Turistica Vivi Vivona.
La seconda e ultima serata si è conclusa invece
con “il teatro del gusto tra passato e presente”, dove il Master-Chef Salvo
Mangiapane dello Slow Food di Cammarata Monti Sicani ha preparato il “pitirri”,
un’antica crema composta da farina di semola con punte di finocchio. Lo chef ha
inoltre sottolineato l’importanza di preservare i piatti antichi della nostra
zona.
L’Associazione Vivi Vivona oltre a collaborare
con il Comune di Bivona per la realizzazione dell’evento ha allestito un
piccolo museo della civiltà contadina per dare la possibilità ai più giovani di
conoscere gli attrezzi che si usavano abitualmente fino agli inizi della metà
del secolo scorso come l’aratro trainato dai buoi, il “Cantaro”, che consiste
nel WC dell’epoca e tanti altri oggetti che hanno suscitato la curiosità dei
ragazzi.
Il Palazzo: risale al
XVIII sec, realizzato in stile tardo barocco e riproduce, in modo del tutto
originale, i rispettivi modelli spagnoli. Presenta otto balconi sulla facciata
principale. Il balcone angolare occidentale presenta grottesche figure di
pietra, simili a delle cariatidi,
che ricordano i mostri che decorano Villa Palagonia a Bagheria (PA). Le
sculture esterne rappresentano forme vegetali e frutti, simboli di abbondanza
materiale e prosperità economica.
Il palazzo è stato
ultimato nel 1707, e
successivamente è stato sede della Sottintendenza di Bivona. Nella parte
orientale è presente lo stemma del Marchesato della famiglia Greco.
La Famiglia: Famiglia
nobile di origine palermitana, uno degli esponenti più importanti e Ignazio
Maria Greco che fu nominato marchese di Valdina e primo marchese in casa Greco,
esso era un tipo molto stravagante e misterioso eccentrico e controverso,
amante dell’arte e al tempo stesso uomo molto religioso, tanto da essere
ricordato nel suo mausoleo (scolpito dal noto scultore del 700 Filippo
Pennino), che si trova nella Chiesa dei Cappuccini, come “Pater Patriae” ovvero
benefattore e protettore dei bivonesi amico del principe di
Palagonia Francesco Ferdinando II, entrambi condividevano la passione per l’alchimia
non a caso i cariatidi del balcone richiamano i mostri di villa Palagonia a
Bagheria (Pa).Nella seconda metà del XVIII secolo il
marchese Ignazio Greco trasferì la propria residenza nella città di Palermo.
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